Grandi abeti, larici, cespugli fitti, felci, muschio rendono intrigante il cammino.
Sdraiato lì accanto il torrente, nel suo greto di pietre tinte dal rosso dei licheni, sempre si sente scorrere, soprattutto di notte quando il silenzio e il buio impenetrabile annullano tutto il resto.
Il bosco è lo spazio aperto al gioco e al movimento selvaggio e libero: costruzioni segrete, labirinti, esplorazioni, nascondigli.
I suoi elementi possono combinarsi e trasformarsi tramite l’immaginazione e la sperimentazione autonoma.
È uno spazio educante, privo di indicazioni e scelte obbligate, che permette di perdersi e ritrovarsi.
Il bosco è uno spazio selvaggio, che nel corso del tempo è stato pian piano addomesticato e reso attraversabile. Un contesto materico fecondo per i molteplici gesti del fare: lavoro, laboratorio, riflessione, gioco.
Tanti i progetti che vi sono stati realizzati e quelli ancora in attesa. Progetti diversificati nel tempo, assecondando l’idea che mentre qualcosa permane negli anni, c’è invece qualcosa che può abitare solo in un determinato momento o periodo. Terreno fertile per la nascita di un pensiero architettonico, quando l’architettura diventa uno strumento per educare alla fantasia, all’inventiva e alla molteplicità.
Il bosco è stato trasformato dai ragazzi tramite rudimentali laboratori di costruzione, con badili, rastrelli e carriole mentre altre volte è stato modificato tramite azioni più strutturate, meccanizzate e specifiche.