L'ISTINTO DELLA LIBERTÀ
Quella esercitata sul versante di una montagna è una libertà semplice, certamente primitiva. È un istinto verso una relazione immediata con tutto ciò che è altro da noi, tangibile, immediato, pronto a un dialogo fatto di sostanze e di eventi. È una libertà che non ha bisogno di varcare recinzioni perchè elimina, a priori, barriere di architetture ideologiche e si apre verso eventi. Rende possibile una spontanea accumulazione di conoscenze e valori maturati attraverso l’esperienza personale.
IL SENTIMENTO DELLE REGOLE
All’inizio non c’è il riconoscimento di una regola, ma la percezione del sensato di qualsiasi nostra relazione. Esiste un’architettura del contesto naturale che struttura uno stato precedente all’essere dentro o fuori la norma. Le cose divengono secondo un ordine. L’acqua scende - le rocce si frantumano e fuggono via - la luce sorge, tramonta e torna ancora - un’eco risponde soltanto in presenza di un richiamo. Così anche per noi: c’è un prima del mondo e la nostra successiva risposta.
LA PASSIONE PER LA PAROLA
Salire al Campo non è solo questione di tre ore di cammino. Significa uscire, abbandonare i circuiti delle comunicazioni usuali. Non prendono i cellulari, è assente la connessione internet, non c’è televisione, non ci sono banner pubblicitari. L’unica comunicazione che prende il posto della rete dei media è quella che si dà in una piccola comunità quasi in isolamento. Si parla, a volte si scrive, si sta in silenzio in una comunicazione interiore. Senza la concorrenza soverchiante dei mezzi tecnologici si riattivano i vecchi strumenti comunicativi. Cambia il valore della parola, cambia lo stile della pronuncia, cambia il lessico, cambiano gli stessi soggetti della comunicazione.
Cambiamo noi, anche se solo per pochi giorni.