Il Campo

Dal 1977

Un campo di vacanza
per bambini, ragazzi e adolescenti
dai 7 ai 16 anni

Una valle
Solitaria
Selvaggia
Libera
Disconnessa

Un villaggio
Quattordici case
Due ettari
Bosco e prato

Territorio
Amici
Cose
Parole
Sentimenti
Pensieri
Giochi

Esperienza e libertà

La Valpaghera è un solco di circa 20 chilometri quadrati che va dal fondovalle del territorio di Ceto, media Valcamonica, su, fino alla dorsale delle Terre Fredde-Listino-Monoccola-Rossola- Dernal a quota 2700 m.s.l.m.
È una delle più importanti vie d’accesso al parco naturale dell’Adamello. Inaccessibile per sei mesi all’anno è straordinariamente selvaggia.
Grandi pietraie, boschi scoscesi, nevai, laghetti, torrenti, circhi glaciali, solitudini.

Il villaggio è un complesso di quattordici case in legno di varia dimensione su una superficie di due ettari, organizzato in modo unitario ed univocamente gestito. Costruito negli anni '70, era una lottizzazione di seconde case. È stato a partire dall’insediamento di Campo Tres nel 1980 riunificato e ridestinato ad un uso sociale.

Campo Tres è un’iniziativa privata esistente dal 1977 e commercialmente inserita nel settore turistico.
È un villaggio turistico. Offre un servizio ricettivo residenziale unicamente ed esclusivamente dedicato ai soggiorni di vacanza estivi per bambini. Non è aperto a gruppi auto-organizzati.
Transitano per il Campo ogni anno settecento bambini-ragazzi-adolescenti su sei turni estivi di 12 giorni, da giugno ad agosto (undici pernottamenti).

Un luogo dai molti incontri

Campo Tres nasce nel 1977.
Come un campo estivo residenziale per bambini e ragazzi dedicato al tennis. Un'iniziativa esclusiva, per pochi utenti, un kinderheim. Dura tre estati. Si scioglie alla fine del 1979 e origina il Campo Tres attuale.

Abbandonata la vecchia sede, la nuova viene trovata in un villaggio abbandonato da sette anni in una valle quasi dimenticata. È quanto rimane di una lottizzazione per seconde case, non terminate e rimaste invendute.

La località non è delle più facili. Un territorio pressochè selvaggio. La strada di accesso è impervia poco più di una mulattiera, trentacinque minuti d’auto per nove chilometri. Non ci sono corrente elettrica, telefono, opere di urbanizzazioni accessorie. Dal 1981 al 1984 l’impegno è profuso al completamento degli edifici, al recupero delle pertinenze e all’inserimento dei titolari nei silenzi e solitudini della notevole lezione dello spirito del luogo.

Nel 1985 viene stipulata la prima delle convenzioni, con il Comune di Brescia, ininterrottamente sottoscritte per 26 anni. Nel 1986 viene aggiunta una eguale convenzione col comune di Bologna, rinnovata per 22 anni. Ma a partire dal 1988 cominciano ad arrivare iscrizioni di singoli ragazzi inviati direttamente dalle famiglie. Il numero di questi ultimi andrà via via crescendo fino a sostituire completamente le convenzioni con gli enti pubblici.

Dal 2011 il Campo lavora soltanto con ragazzi privatamente iscritti dai loro genitori.

Mai, in quarantacinque anni, il servizio ha conosciuto sospensioni. Nemmeno nel periodo Covid-19, secondo indicazioni di legge, nonostante le difficoltà e le imprevedibilità.

Un campo estivo senza recinzione con 100 minori, dai 7 ai 16 anni, contemporaneamente presenti, liberi di muoversi e talvolta in autogoverno.
Si tratta di concedere libertà eppure contemporaneamente chiamare a responsabilità e lo si deve fare con l’esempio e molto con la parola.

L'ISTINTO DELLA LIBERTÀ
Quella esercitata sul versante di una montagna è una libertà semplice, certamente primitiva. È un istinto verso una relazione immediata con tutto ciò che è altro da noi, tangibile, immediato, pronto a un dialogo fatto di sostanze e di eventi. È una libertà che non ha bisogno di varcare recinzioni perchè elimina, a priori, barriere di architetture ideologiche e si apre verso eventi. Rende possibile una spontanea accumulazione di conoscenze e valori maturati attraverso l’esperienza personale.

IL SENTIMENTO DELLE REGOLE
All’inizio non c’è il riconoscimento di una regola, ma la percezione del sensato di qualsiasi nostra relazione. Esiste un’architettura del contesto naturale che struttura uno stato precedente all’essere dentro o fuori la norma. Le cose divengono secondo un ordine. L’acqua scende - le rocce si frantumano e fuggono via - la luce sorge, tramonta e torna ancora - un’eco risponde soltanto in presenza di un richiamo. Così anche per noi: c’è un prima del mondo e la nostra successiva risposta.

LA PASSIONE PER LA PAROLA
Salire al Campo non è solo questione di tre ore di cammino. Significa uscire, abbandonare i circuiti delle comunicazioni usuali. Non prendono i cellulari, è assente la connessione internet, non c’è televisione, non ci sono banner pubblicitari. L’unica comunicazione che prende il posto della rete dei media è quella che si dà in una piccola comunità quasi in isolamento. Si parla, a volte si scrive, si sta in silenzio in una comunicazione interiore. Senza la concorrenza soverchiante dei mezzi tecnologici si riattivano i vecchi strumenti comunicativi. Cambia il valore della parola, cambia lo stile della pronuncia, cambia il lessico, cambiano gli stessi soggetti della comunicazione.
Cambiamo noi, anche se solo per pochi giorni.