La materica del fare si unisce così alla scrittura di un racconto, per lavorare insieme sulla medesima vicenda: le parole scelte dai ragazzi del Laboratorio di Storie prendono forma, diventando realtà tangibile grazie alla falegnameria modelli. Un paesaggio descritto diviene una miniatura e poi un ambiente del film.
In parallelo il Laboratorio delle storie lavora alla scrittura del racconto. E così avviene che i ragazzi, all’interno dei laboratori, operano in diversi ambiti e mansioni, ritrovandosi però in costante dialogo tra loro e mettendo così in dialogo anche le diverse arti: parola, costruzione materica, immagine.
Tre cantieri impegnati nella realizzazione compartecipata di un cortometraggio.
“Il Ponte” conosce una nuova idea di progetto.
Il film si realizza insieme alla costruzione di miniature e modelli, grazie a cui si possono riprendere scene, impossibili da realizzare altrimenti.
Il buio viene mantenuto ormai come marchio di fabbrica del Laboratorio del cinema: permette di concentrare l’attenzione su ciò che davvero ha rilevanza, isolandolo e annullando tutto il resto. Inoltre, attiva il coinvolgimento serale dei ragazzi, che vincono fatica, freddo, stanchezza per operare ad un progetto comune, che fa sentire attivi e partecipi.